Le indagini sclerometriche sono delle prove non distruttive in sito finalizzate ad ottenere una stima rapida della resistenza meccanica a compressione del calcestruzzo mediante la valutazione della durezza superficiale del materiale.

La prova si effettua utilizzando lo sclerometro che è uno strumento costituito da una massa battente in acciaio, azionata da una molla, che contrasta un’asta di percussione che è a diretto contatto con la superficie del calcestruzzo su cui si deve effettuare la prova.

Lo sclerometro consente di misurare il grado di durezza del materiale e si basa sul principio che il rimbalzo della massa metallica che percuote la superficie è funzione della durezza della superficie stessa.

Per usare lo strumento si deve premere l’asta di percussione sulla superficie da provare fino all’arresto. In questo modo la massa contenuta nell’apparecchio viene caricata per mezzo di una molla, di una quantità fissa di energia. Si libera poi la massa, la quale urta contro il percussore ancora in contatto con la superficie e rimbalza, l’entità del rimbalzo è misurata da un indice che scorre lungo una scala graduata presente sullo strumento.

Il valore di rimbalzo, opportunamente parametrizzato in funzione anche dell’angolo di battuta, fornisce un’indicazione orientativa della resistenza del calcestruzzo.

A tale scopo lo strumento è corredato da più curve di correlazione indice di battitura/resistenza meccanica determinate sperimentalmente, che variano in funzione della direzione d’uso dello sclerometro che, attraverso una serie di curve, consentono di risalire dalla durezza dell’elemento alla resistenza del materiale.

L’indagine sclerometrica è una prova non distruttiva di rapida esecuzione, ciononostante i valori ottenuti sono influenzati da diversi fattori quali ad esempio:

  • umidità del materiale;
  • snellezza dell’elemento strutturale;
  • carbonatazione del calcestruzzo;
  • presenza di armature o di inerti grossolani affioranti in corrispondenza dei punti di battitura;
  • strumento non perfettamente ortogonale alla superficie da provare;
  • zone con difetti superficiali come nidi di ghiaia, porosità eccessiva, giunti tecnici, ecc..

Pertanto i valori ottenuti non risultano estremamente esaustivi.

Una metodologia che consente di ottenere dei risultati maggiormente identificativi della situazione reale, mantenendo il grado di non distruttività è quella caratterizzata dall’abbinamento della prova sclerometria alle prove ultrasoniche (metodo Sonreb).

Riferimenti Normativi:

  • UNI EN 12504-2:2012: Prove sul calcestruzzo nelle strutture – Prove non distruttive – Determinazione dell’indice sclerometrico;
  • Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo indurito mediante prove non distruttive edite dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei LL.PP. – febbraio 2008.
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